Ciao a tutti,
voi la sentite l’aria della Pasqua? Io no, per niente.
Dovete sapere che è uno dei periodi dell’anno che odio di più e adesso vi spiego il perché.
Lavoro in una gastronomia di paese, il tipico paese che viene menzionato con l’iconica frase “ridente cittadina” (che ancora devo capire cosa ci sia di ridente…). Bene, allo scoccare del lunedì della Settimana Santa le donne di tutte le famiglie si trasformano. Iniziano a comprare talmente tanta roba per fare i piatti tipici che mi domando e dico: “Ma quanta gente hanno a casa???”.
Nella provincia di Avellino è usanza fare la “pizza chiena”, molto diversa dal tortano napoletano, dove si mette dentro l’impossibile: salame, formaggio fresco di mucca e/o pecora, pancetta, prosciutto crudo, formaggio grattugiato e pecorino. Il tutto in quantità talmente elevate che diventa alta almeno 10 cm. Senza dimenticare le uova, che fanno da riempitivo e devono essere almeno 15 se no la pizza è troppo leggera.
Poi il classico dei dolci campani: la pastiera. Generalmente si segue la dose che è scritta sul barattolo di grano cotto che è intorno ai 500g di ricotta e 8 uova (calcolo medio ovviamente) più cedro e fiori d’ arancio che nn fanno peso. Ora, se la dose è di 500g di ricotta e con quella che ho scritto escono due pastiere di tutto rispetto, che fate con 3 CHILI di ricotta e 48 uova??? (PS: senza contare la preparazione della pasta frolla e le ore di cottura).

Chi l’ha fatta sa qua l’è il lavoro che ci sta dietro. Poi dicono che le pasticcerie te la fanno pagare a 30-40€ al chilo… BEN VENGA!!! MA ANCHE 50 PUR DI NON FARE STA FATICACCIA!!!
Il Venerdì Santo si prepara la “pizza co l’erba“, chiamata in modo diverso dalla zona di Napoli perché al suo interno ha, oltre le scarole, i cardilli, i cirifuoglioli (perdonatemi per com’è scritto ma l’ho scritto come si dice) e un altra verdura che non ricordo. Oltre a questo si mettono le alici, i capperi e le olive.
Questi tre ingredienti vanno messi in piccole dosi quindi perché prendete tre bustine di pinoli che costano un rene, mezzo chilo di alici e altrettanto di capperi??? Giuro, ci metto la buona volontà ma non capisco.
Ma la parte migliore avviene il Sabato Santo, quando vengono a prendere il necessario per l’antipasto:
“Mi raccomando il prosciutto deve essere dolce perché devo fare bella figura!”
“Ma i bocconcini sono freschi?”
“Domani arriva il pane?”
e così via per tutta la giornata.
Poi alle sei arrivano i clienti ritardatari, generalmente quelle povere anime dei mariti, che vagano senza meta in cerca non si sa di che cosa ma sicuramente di una parola di conforto. Vengono per prendere le ultime cose con la pretesa delle moglie che devono essere come dicono loro. E allora perché non sei venuta la mattina al posto di mandare tuo marito???.
Poi mio marito si domanda perché sono esaurita! Vorrei vedere lui al mio posto così per una settimana.
Alla fine della festa le signore si sono distrutte, i mariti hanno mangiato più di quello che avrebbero dovuto e le pizze sono nettamente avanzate.
Tutto questo per dirvi di passare una serena Pasqua in famiglia o con amici e si salvi chi può da tutto questo mangiare.
❤️.